VENDITA ILLEGALE

I ne seguiva. Se qualchedun portava el café, el faseva de note. E de giorno i seguiva chi camina per la montagna e i andava zo a spetar per ciorghe, o meterli in prigion, dipendi. Qua iera uno de Obrš. Sempre el pasava de matina tra le 8 e le 9. Iera ancora due-tre ore fino a Susnievica, ma da Cosliaco, de caminar. De note el cercava de pasar oltre el Monte Magior per non andar oltre… Se no i lo vedeva facilmente…

(A. S., 1924., Šimunici)

Tranne il commercio regolare, parallelamente si svolgeva anche quello „dall’altra parte“ della legge. Il commercio illegale era presente già dal Medio Evo, e si riferiva ai generi alimentari (olio, grano, sale…). Era più evidente di tutto durante la guerra degli Uscocchi nel 1618, quando questa zona era in difficoltà. La carestia causata dalla diminuzione della produzione di cibo e dalla distruzione di riserve, ha fatto nascere il contrabbando. I venditoriveneziani di notte scaricavano le merci a Fasana e poi le vendevano in tutta l’Istria.

Spesso si vendeva il bestiame rubato, soprattutto nel periodo dell’occupazione italiana. Gli animali venivano venduti ai macellai, e oltre il Canale di Leme e altri porti di scarico con l’aiuto dei carabinieri si trasportavano in Italia. Nella prima metà del ventesimo secolo in Istria i briganti, come pure il contrabbando, erano spessi e frequenti, ed erano attive anche molte società che, anche se con rischio, ottenevano buoni guadagni.


Esporto di roba e denaro dalla zona B alla zona A e viceversa, divieto, 11.11.1946. Archivio di Stato di Pisino, HRDAPA- 86, Distretto di liberazione popolare di Montona, 1945/1947,
B-Spisi, ., scatola 1

Le narratrici raccontano come dal Pisinese partivano alle tre ore di mattina verso il Monte Maggiore, e alle 10 arrivavano a Poljane. Qui avevano una donna famosa alla quale davano 20 lire, e lei in questa zona essente da tasse doganali procurava dieci chili di farina, un po’ di sale, caffé, olio, pasta e petrolio, e parte del denaro teneva come compensa per la fatica e per il pranzo offerto. Dopo mezzogiorno le donne (e di solito andavano due o tre assieme) partivano con questo carico verso casa.

Milićević, Josip (1982) „Oblici tradicijske trgovine u Istri“

La zona franca – il contrabbando

L’Italia nella regione del Carnaro nel 1930 ha proclamato la Zona franca del Carnaro, con lo scopo di sostenere il turismo nel periodo di crisi. Siccome i generi di uso più frequente si potevano acquistare ad un prezzo assai più basso rispetto al resto del Regno d’Italia, la popolazione locale da entrambi le parti del Monte Maggiore approfittava del contrabbando. Più di tutto si contrabbandavano caffé, zucchero e petrolio. Passando il Monte Maggiore si evitava la polizia finanziaria, andando per zone difficilmente accessibili per non essere catturati e rischiare di rimanere senza merce. Alcuni venivano puniti con l’imprigionamento nel castello di Pisino.

Zona A e Zona B

Il mercato nero, il commercio illegale e il contrabbando, si sviluppano soprattutto dopo il giugno del 1945, quando l’Istria è divisa in zona A e zona B della Regione Giulia. La Zona A comprendeva Trieste e Pola ed era sotto l’Amministrazione militare alleata, mentre la Zona B comprendeva il resto dell’Istria ed era sotto il dominio militare dell’Armata jugoslava (VUJA). Le migrazioni di gente e merci tra le due zone erano difficili e complesse. Il commercio dalla Zona B alla Zona A era controllato dal VUJA, e le zone avevano dei differenti sistemi monetari. La fornitura di merci non funzionava ed era carestia di alcuni prodotti. In molti hanno riconosciuto questa situazione come occasione per un guadagno facile e per la rivendita di articoli difficilmente accessibili, il che era rischioso, visto che è stata introdotta la Legge sulla repressione della speculazione e il sabotaggio economico in Jugoslavia, come anche il sequestro regolare di merci. Si faceva contrabbando di generi alimentari che mancavano: olio, sale, farina e caffè, ma anche pancetta, patate, barbabietole, grappa, come pure di sigarette ed altri prodotti di tabacco.


INDIETRO SULL’ESPOSIZIONE