LA PARTE FEMMINILE DEL COMMERCIO

„Koko-ko-ko-dâk, dame l’ovo per el tabaco!“

(S. O., 1940., Kašćergani)
Šavrinka (Capodistriano), 1890. Josef Ptašinsky, Colezione di fotografie del reparto perl’etnologia del HAZU (F.36.67)

Da sempre, ruolo assai importante nel commercio, avevano anche le donne. ll loro ruolo e significato cambiavano molto nel tempo. Ciò avveniva soprattutto nel periodo dal 1914 al 1945, quando a causa della situazione politica ed economica cambia il modo di fare l’economia. Le donne hanno iniziato a praticare i mestieri tipici per le zone cittadine e hanno abbandonato i mestieri rurali. Nelle epoche di crisi e fame loro procuravano gli alimenti per sfamare la famiglia e questo soprattutto con lo scambio di merci. Alcune scambiavano il proprio anello matrimoniale per il grano, ossia tutta la dote per un litro di olio di oliva, oppure ancora un lenzuolo per un chilo di barbabietole acide. All’interno del sistema patriarcale non raramente assumevano il ruolo di coloro che davano da mangiare alla famiglia, e il guadagno garantiva loro una certa indipendenza ed emancipazione.

La lattaia dai dintorni di Trieste, 1890. Josef Ptašinsky, Colezione di fotografie del reparto perl’etnologia del HAZU (F.36.65)

Spesso non avevano il consenso dell’ambiente nel quale vivevano. Per alcune donne, questo era l’unico mestiere, e molte di loro nelle città vendevano o rivendevano i prodotti agricoli. Percorrevano grandi distanze a piedi, ad esempio fino a Pola, Trieste o Fiume. Visitavano i villaggi e compravano le uova che poi portavano nelle città. Le uova erano uno dei principali mezzi di scambio, spesso scambiati con tessuto e tabacco nei negozi locali. Le donne del Pinguentino vendevano le uova a Trieste e quelle della zona di Pedena al mercato di Albona. Tranne le uova „vendevimo tuto quel che fasevimo: calze, qualche sciarpa, poi papà faseva certe scove, scartaze per sgratar el pavimento, e non so ancora cosa.“ (M. B., 1935, Santa Catarina) Questa prassi è rimasta in uso fino agli anni Settanta del ventesimo secolo

E le povere done andava in botega vender 2-3 ovi, solo per ciorghe al marito el tabaco.

(S. O., 1940., Kašćergani)

Tra le due guerre i panifici albonesi venivano forniti di legna dalle bremarice. Le donne preparavano la legna il giorno prima e la portavano sulla schiena verso la Fortica albonese, e per questo ricevavano un chilo o poco più di pane. A parte le venditrici locali, in Istria si potevano incontrare anche quelle friulane con i grandi cesti sulla schiena o con i spaghi come tirano i piccoli carri con i prodotti artigianali in legno. Viaggiavano lungo la Carnia, erano sempre pronte a scherzare, ed erano ben accolte da queste parti.