VENDITORI DI MANUFATTI

Se gli oggetti necessari non si potevano acquistare o fare da soli, gli abitanti dei luoghi rurali li procuravano dai produttori più abili. Alcuni di loro facevano gli oggetti in legno, gli attrezzi per la casa e per il lavoro nei campi, ad esempio le conocchie, i gioghi, la calzatura in legno – i cokuli. Altri ancora usavano i piatti di terracotta, i terzi facevano i lavori dei fabbri e altri ancora erano molto abili nel fare cesti di bastoncini. I manufatti venivano realizzati per lo più d’inverno, quando c’era meno lavoro nei campi. Questi artigiani scambiavano i loro prodotti con il cibo, con prodotti per altri fabbisogni, ossia con i prodotti del commercio ambulante. Questo succedeva soprattutto in primavera – prima dell’inizio – o in autunno, dopo la fine dei lavori nei campi. Il commercio si svolgeva in modo individuale o alle fiere. Gli artigiani dalla Slovenia, nonostante il luogo di provenienza, venivano chiamati Kranjci. Tranne che per il fatto che vendevano di tutto e di più, erano noti per la vendita di oggetti in ceramica smaltati, soprattutto per le kranjice. Queste ciotole a semicerchio – terine – erano di varie grandezze e si usavano per il cibo

Aldo Matošević, produttore di oggetti di canna, EMI/MEI, foto di Nikolina Rusac, 7. 3. 2020., Dignano
CokuleI zoccolii
Kranjica – Terrina