I VENDITORI DI PRODOTTI ARTIGIANALI IN LEGNO

„…la certi a Laginji i faseva ‘sti rastrei, iero e go visto, e i ghe ne gaveva tanti. E la gente li comprava, non ghe ne iera de plastica, e tuti i saveva far. E anche l’anno dopo i iera.“

(A. B., 1939., Gržini)
Mate Cvek, artigiano di manufatti in legno. EMI/MEI, foto di Nikolina Rusac, 17. 6. 2020., Albona

In mancanza di materiali che conosciamo oggi, in legno si faceva tutto quello che era necessario nella vita quotidiana. I singoli produttori costruivano gli oggetti e gli utensili per le proprie necessità e quelli più abili li vendevano. Più di tutto venivano dalla zona del nord d’Istria – i Ćići e gli Učkari. Vendevano oggetti fatti in legno (naćve, sklede, pjati, starići), accessori per la casa (šešule, palje, žlice), ossia bauli in legno, conocchie, telai, bastoni per camminare, instrumenti musicali, giocattoli. Nella zona di Albona e di Gimino erano noti i produttori di zoccoli, di gioghi, botti e rastrelli. Per i rastrelli c’era grande interesse. I costruttori del paese di Gradinje dalla Seconda guerra mondiale andavano di casa in casa e vendevano i prodotti alle fiere nell’albonese e giminese. Gli artigiani dell’Istria del nord vendevano anche i propri prodotti fatti a mano, tranne che nel proprio, negli altri villaggi, e viaggiavano alcuni giorni sugli asini fino all’Istria del sud. Gli spostamenti erano assai più facili alla fine del diciannovesimo secolo, quando è stata costruita la linea ferroviaria verso Pola. I manufatti in legno si vendevano alle fiere, e questa abitudine è stata conservata fino ai giorni nostri. Tutt’ora alle fiere mensili o durante le feste popolari tradizionali si possono vedere i venditori dal pinguentino che fanno le ciotole in legno, le mestole ed altri arnesi da cucina, e poi c’erano quelli che facevano i cesti all’antica.

I piatti e le ciotole in legno – un dettaglio dalla mostra