I PENTOLAI

„Apena che xe finida la mietitura, Marko xe andado in giro con le pentole. Sempre el andava de note, el se preparava metendo atentamente le pentole nela paia, tuta la sera. La note iera silenziosa, la calmava i pensieri, se caminava più facilmente. El ga meso due sachi sul mus involtizadi nela paia e el xe andado oltra Velenikovica nel barbanese. El ga pasado Belavići, Hreljići, andando verso Barbanae poi verso Petehi.“

(Balota, Mate (2002) Tijesna zemlja, pag. 134.)

Un dettaglio dalla mostra

I più famosi artigiani, e quelli che si muovevano di più, erano i pentolai di Castelnuovo. Tranne che nell’Istria del sud e in quella centrale, portavano i loro prodotti grazie agli asini e più raramente ai buoi e ai carri, nel Buiese. I prodotti venivano scambiati per il grano seguendo il sistema „misura per misura“, ossia la pentola per la quantità di grano che vi stava dentro. A differenza dei pentolai dei Castelnuovo, quei di Ćukarija vicino Colmo offrivano la propria roba in una zona più ristretta, nel Pisinese e in parte della Slovenia. Alle fiere come pure ai commercianti di Pisino vendevano per soldi, e con i contadini facevano scambio con grano, uova, galline, grappa ed altri prodotti, secondo le possibilità di quelli che acquistavano.

Pentola – un dettaglio dalla mostra

Le done le veniva fin ai sachi, le cercava pentole su misura, le guardava, pichietava, non con tropa fiducia. Le cioleva le pentole e le riempiva con l’orzo. Marko atentamente meteva l’orzo in due sachi, el tornava le pentole e l’andava avanti

(Balota, Mate (2002) Tijesna zemlja, pag. 135.)