COMMERCIO AMBULANTE

La vendita, l’acquisto e lo scambio di merci nelle zone rurali si svolgevano soprattutto tramite canali non formali. I negozi come luoghi d’acquisto non erano tanto importanti per gli abitanti rurali, soprattutto per la mancanza di soldi. Nella zona veneta dell’Istria erano gestiti da italiani o dai nuovi arrivati, quelli dall’Italia del nord – dalla Carnia e Friuli, che vendevano ipropri prodotti artigianali. Nella parte austriaca dell’Istria, nel regno, c’erano i proprietari di negozi dall’Austria di allora. D’altra parte, la gente nei paesi risolveva i propri bisogni senza soldi – con gli scambi di merci e servizi. Siccome questo non era sufficiente per mantenere le numerose famiglie, i contadini dovevano vendere tutti i resti di roba che producevano. Soltanto in tal modo potevano guadagnare il denaro che gli serviva per pagare le tasse. Questa è una delle ragioni principali che ha influenzato il funzionamento del commercio ambulante.

Istra, cartolina. Pola, 1988. EMI-6473

Con gli spostamenti degli abitanti locali all’interno dell’Istria, con merce diversa, venivano i produttori/venditori dalla Slovenia, Italia, Lika, Gorski kotar, dal litorale croato, e dalla Dalmazia.  Il trasporto di merce si svolgeva con asini o i muli, con i buoi, oppure a piedi, portando la roba sulla schiena. Venditori ambulanti erano anche quelli del Monte Maggiore, ai quali per i prodotti in legno si pagava con i soldi. La cipolla e l’aglio che in Istria erano poco presenti, venivano portati dagli abitanti di Moschiena e di Bersezio.